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MOVIMENTO LIBERO: I BALLERINI DIVENTANO ARTE

Non è un evento. È massima espressione artistica, è danza, musica e molto altro lo spettacolo intitolato “Movimento Libero”, tenutosi sabato pomeriggio 27 luglio nell’accogliente piazza antistante la chiesa di San Pio X. La performance danzante del laboratorio di Stopgap Dance Company, in collaborazione con Occidente Oriente e lo IAC (centro arti integrate), all’interno del festival “Nessuno resti Fuori” è frutto di cinque giorni di laboratori e prove, vissute con slancio e passione da ballerini decisamente “diversi” dall’immaginario comune, ma forse per questo, ancor più straordinari.

L’esibizione assorbe completamente lo spettatore, il quale, attonito, vede tante figure diverse, per età, colori, movimenti, dimensioni, ma sembra quasi che non le distingua, perché l’arte della danza non permette più di fare differenze. <<Si è voluta rappresentare la stupefacente luce dell’essere>>, ricordano Becky e Achille - coordinatori del progetto iniziato l’anno precedente con l’aiuto del British Council - pieni di orgoglio per la conclusione di questa seconda fase materana e già pronti per una terza imminente. E quella insolita luce rispende in ogni gesto, in ogni respiro, nel più impercettibile dei movimenti: la sedia a rotelle diventa effimero oggetto di scena su cui i ballerini si lanciano con garbo e accanimento conferendo alla danza un irrequieto dinamismo; il deambulatore su cui la ballerina volteggia è perno dell’intera opera, e, come satelliti, le danzano attorno tutti gli altri, in un turbinio incredibilmente dolce. Brevi frasi solenni accompagnano la performance e una di queste è “vieni al limite”: è un incitamento per il pubblico a guardare oltre le apparenze, ad abbattere pregiudizi e convenzioni. Ma lì, ormai, i confini ed i limiti sono stati scavalcati sulle note gocciolate di una musica impalpabile ma intensa, come il messaggio che porta.

L’unico confine percettibile è quello fra il pubblico e gli artisti, più che altro nella sensibilità e nella consapevolezza che il pubblico stesso ha nei loro confronti. La chiave di lettura è wellness, cioè quella filosofia di vita che mette il benessere fisico e mentale della persona al centro dell’attenzione, stimolandolo con attività sportive e artistiche. I ballerini, nel tripudio sfrenato di quella danza, sembrano quasi incarnare i soggetti dei più famosi dipinti: “L’Etoile” di Degas, le tre Grazie danzanti della “Primavera” botticelliana, le leggiadre fanciulle della “Danza degli elfi” di Josef Maria Auchentaller, l’onirica “Danza” di Chagall o la più iconica “Danza” di Matisse. Il loro corpo diventa, come scrive Mallarmè proprio sul conto di una ballerina, “involucro fisico di un’idea”, un’idea che ha permesso di disarmare ogni cuore.

 

Maria Elena Grande

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