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Matera Alberga: l'armonia "materna" della città

Armonia. Una parola per descrivere un’idea, nata dalla mente di Francesco Cascino, curatore della mostra Matera Alberga, prodotta dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019. Il viaggio parte dalla roccia carsica della murgia materana, madre, anima della città e non solo.

Dalla necessità, dall’istinto del materano e dalla ricchezza della natura, incomprensibile e inimmaginabile per l’uomo, è nato questo complesso di semplicità. Ogni finestra, ogni scala, ogni vicinato, creano un cielo notturno, costellazioni di luci, galassie di vicoli e piazzette, meraviglie abbastanza vicine per essere ammirate, ma troppo lontane per essere possedute. I segreti celati in questo dedalo, rimangono custoditi dal calore della terra non solo quella sotto di esso ma soprattutto quella dinanzi ad esso.

Durante tutto il percorso la metafora “materna” viene ripresa più volte, non solo dagli artisti, ma anche dagli occhi di chi guarda e si lascia trasportare dall’esperienza, come l’acqua di un ruscello che piano piano scende sempre più a valle, si dirama in intricati giochi di canaletti per poi finire goccia goccia in una cisterna di coccio pesto. Avventurandosi in una di queste, si riesce davvero ad assaporare il fulcro della vita sotterranea della città, un’altra città, genuina, unita e armoniosa, una civiltà silente che fa rumore dentro chi davvero ne sa apprezzare la bellezza.

L’ intimità della cisterna stessa richiama quasi quella di un grembo materno, nel quale il bene più prezioso per la madre terra viene custodito amorevolmente. Portare alla luce l’anima del nostro territorio permetterebbe di cambiare il nostro punto di vista egoistico e di mostrare all’uomo come questo enorme organismo che è la natura non sarebbe così perfetto senza ognuno dei suoi elementi, piccoli o grandi che siano.

Leonardo Giuralongo

 

Ascolta l'intervista a Francesco Cascino